Blog di Delta Marketing su siti internet e comunicazione
Posts tagged programmazione
WordPress più indicizzato con la Sitemap
Dec 10th

Non spiegherò in questo articolo cosè una sitemap, credo che ormai tutti voi le conoscano.
Precedentemente per generarene una su Dblog avevo dovuto creare una pagina ASP che se ne occupasse, con grande soddisfazione ho trovato vari plugin per WordPress che consentono di generare in automatico il file sitemap.xml, ho scelto e vi consiglio, Google XML Sitemaps semplice da installare si occupa di aggiornare la sitemap ogni volta che pubblicare un nuovo post.
Sviluppo applicazioni Layar
Dec 6th
Stiamo in questi giorni testando un nostro strato informativo sviluppato per Layar.
Ma andiamo con ordine, e spieghiamo innanzi tutto cos’è Layay?
Layar è una applicazione di realtà aumentata per smarphone (android e i-phone), distribuita gratuitamente, che permette di sovrapporre a quanto ripreso dalla telecamera del vostro telefonino uno o più livelli informativi, offrendo un alto grado di interattività. in particolare potrete:
- visualizzare la distanza da voi
- richiedere al software di navigare verso un determinato punto o visualizzarlo su Google Maps
- visualizzare una breve descrizione relativa al punto visualizzato
Potrete inoltre interagire con il punto eseguendo una delle seguenti azioni:
- comporre un numero telefonico
- inviare una mail
- visualizzare una pagina html
- ascoltare un file audio
- visualizzare un file video
Tutto chiaro? Bè ecco il sito ufficiale per maggiori informaizioni www.layar.com.
I punti vengono georeferenziati indicando le coordinate in latitudine e lingitudine e per ogni punto è possibile mostrare una serie di informazioni. Tutti i dati sono presenti all’interno di un database, abbiamo quindi dobuto impostare una macchina di prova visibile su internet, un database SQL nel quale memorizzare i punti che vogliamo vengano gestiti dal sistema, le icone da visualizzare sul nostro strato, le descrizioni e le azioni impostate per ogni punto.
Quando il programma viene lanciato sullo smartphone e si scarica (gratuitamente) lo strato informativo di proprio interesse dal sito ufficiale sarà possibile cominciare ad utilizzare il software. Il dispositivo comincerà a leggere la propria posizione GPS e l’orientamento tramite la bussola incorporata, e interrogando il database visualizzerà i punti sullo schermo del telefono! Sarà sufficente cliccare su ogni punto per accedere a indormazioni aggiuntive o scatenare una delle azioni impostate.
Il vero programmatore
Nov 20th
Un divertente testo da leggere tutto d’un fiato che dopo anni ho ripescato da un floppy da 3e1/4, descrive la vita, le abitudini e l’abitat del vero programmatore e come si differenzia ai mangiatori di Ciocorì.
Tanto tempo fa, ai cari vecchi tempi che costituirono “L’era d’oro” dei computers, era facile distinguere gli uomini dai ragazzi (talvolta detti anche in letteratura “Veri Uomini” e “Mangiatori di Ciocori’” rispettivamente).
A quei tempi i Veri Uomini erano quelli che comprendevano la programmazione ed i Mangiatori di Ciocori’ erano quelli che non ne erano capaci.
Un Vero Programmatore diceva cose come DO 10 I = 1,10 e ABEND (incidentalmente si osservi come essi si esprimessero in lettere maiuscole,voi mi capite!) ed il resto del mondo diceva cose come i computers sono troppo complicati per me!” oppure “non riesco a legare con i computers, sono cosi’ impersonali!”.
Ma, come sempre avviene, i tempi cambiano. Viviamo oggi in un mondo in cui care, vecchie signore utilizzano un computer per regolare il loro forno a microonde, giovani dodicenni battono i Veri Uomini, con aria di sufficienza, giocando con Asteroids o con Pac Man e chiunque puo’ comprare ed usare il suo Vic 20.
Il Vero Programmatore rischia di scomparire e di essere sostituito da studenti di scuola media superiore con il loro Apple II.
E’ dunque necessario puntualizzare le differenze tra il tipico studente medio ed il Vero Programmatore. Chiarire tale differenza servira’ a dare ai giovani un modello con cui confrontarsi, un “padre” da imitare. Servira’ anche ai datori di lavoro, per far loro comprendere quale madornale errore essi commetterebbero rimpiazzando, nel loro staff, dei Veri Programmatori con giocatori dodicenni di Pac Man, magari anche assoldati a basso salario.
Il Vero Programmatore ed i linguaggi di programmazione.
Elemento distintivo di un Vero Programmatore e’ il linguaggio di programmazione usato. Un Vero Programmatore usa il Fortran, mentre un Mangiatore di Ciocori’ usa il Pascal.
A Niklaus Wirth, l’ideatore del Pascal, fu richiesta, nel corso di una conferenza, l’esatta pronuncia del suo nome. Egli replico’ dicendo : “Mi potete chiamare per nome e direte Veert o per valore ed allora direte ‘Maestro’ “. Da questa battuta si capisce immediatamente che Wirth e’ un Mangiatore di Ciocori’. Il solo meccanismo di parametri riconosciuto da un Vero Programmatore e’ quello di chiamata-per-valore, cosi’ come implementato nei compilatori Fortran G ed H dell’IBM/370.
Il Vero Programmatore non ha bisogno di concetti astratti per svolgere il suo lavoro: egli e’ perfettamente felice con una perforatrice di schede, un compilatore Fortran IV ed un caffe’.
- Il Vero Programmatore fa list processing in Fortran.
- Il Vero Programmatore fa string manipulation in Fortran.
- Il Vero Programmatore fa procedure di stipendi (se accetta in assoluto di farne) in Fortran.
- Il Vero Programmatore fa programmi di Intelligenza Artificiale in Fortran.
Se non puo’ farli in Fortran, li fa in Assembler. Se qualcosa non si puo’ fare in Assembler, vuol dire che non conviene farlo in assoluto.
- Il Vero Programmatore e la programmazione strutturata.
Gli accademici di Scienze dell’Informazione hanno, negli anni scorsi, a lungo dissertato di programmazione strutturata. Essi hanno sostenuto che i programmi sono piu’ facilmente leggibili e comprensibili, se vengono adottati speciali costrutti linguistici ed opportune modalita’ di scrittura
del codice. Naturalmente non tutti gli accademici sono d’accordo su tali costrutti, e gli esempi, che essi riportano a sostegno delle rispettive
tesi, rimandano invariabilmente ad una particolare pagina di questa o quell’oscura rivista, dove al piu’ viene descritto un solo caso, quasi mai
convincente.
Quando il Vero Programmatore termino’ gli studi, egli riteneva di essere il miglior programmatore al mondo. Era in grado di scrivere una
imbattibile routine di divisione, usare 5 differenti linguaggi e scrivere programmi di 1000 statements che funzionavano.
Al primo impiego, egli fu messo a leggere e a capire un programma in Fortran di 200.000 istruzioni, per renderlo piu’ veloce di un fattore 2.
Qualunque Vero Programmatore sa che non c’e’ codifica strutturata al mondo che possa aiutare a risolvere un tale problema. Ci vuole talento!
Alcune rapide considerazioni del Vero Programmatore circa la programmazione strutturata :
- Il Vero Programmatore non ha paura del Go To.
- Il Vero Programmatore e’ capace di scrivere un DO loop di 5 pagine, senza confondersi.
- Il Vero Programmatore apprezza l’IF aritmetico, perche’ esso rende il codice piu’ interessante.
- Il Vero Programmatore scrive codice automodificantesi, specialmente se c’e’ da risparmiare 20 nanosecondi nel bel mezzo di un loop stretto.
- Il Vero Programmatore non ha bisogno di commenti, perche’ per lui il codice e’ autospiegante.
- Poiche’ il Fortran non dispone di costrutti, quali l’IF strutturato, il Repeat…Until o il Case, il Vero Programmatore non deve preoccuparsi di
farne uso; inoltre, all’occorrenza, tali costrutti possono essere implementati mediante il Go To assegnato.
Fiumi di inchiostro sono stati recentemente versati per trattare le strutture di dati. Tipi di dati astratti, strutture, puntatori, liste e
stringhe sono divenute popolari in certi circoli. Wirth, il gia’ citato Mangiatore di Ciocori’, ha addirittura scritto un intero libro per
illustrare le modalita’ secondo cui scrivere un programma basandosi sulle strutture di dati. Cosi’ come qualunque Vero Programmatore sa, la sola
utile struttura di dati e’ l’array. Stringhe, liste, strutture e insiemi sono tutti casi particolari di array e possono essere trattati senza
ingarbugliare il linguaggio di programmazione con inutili complicazioni.
La peggior cosa di tali stravaganti tipi di dati e’ che essi vadano esplicitamente dichiarati, mentre i linguaggi del Veri Programmatori
prevedono la tipizzazione implicita, basata sulla prima lettera del nome della variabile.
- Il Vero Programmatore e i sistemi operativi.
Quale tipo di sistema operativo usa un Vero Programmatore? CP/M? Per carita’: il CP/M e’ solo un sistema operativo giocattolo. Anche le
vecchie, care signore e gli studenti medi inferiori sono in grado di capire ed usare il CP/M.
Unix e’ indubbiamente piu’ complicato (e’ ben noto lo sforzo richiesto al tipico scribacchino Unix per ricordare il nome diverso, quotidianamente
riassegnato, dei comandi di Shell), ma quando hai imparato ad usarlo, ti accorgi che Unix non e’ altro che un video-game ben dissimulato: gli
scribacchini Unix spediscono facezie al mondo intero attraverso le reti, scrivono adventure-games e articoli di ricerca.
No! Il Vero Programmatore usa l’OS/370. Un buon programmatore puo’ trovare e capire la descrizione dell’errore IJK3051 nel suo manuale di Job
Control Language, un grande programmatore puo’ scrivere JCL senza neanche usare il manuale, ma un Vero Programmatore puo’ individuare errori sparsi
in un dump di 6 megabytes di memoria, senza neanche usare un calcolatore esadecimale.
L’OS e’ un vero sistema operativo: e’ possibile distruggere il lavoro di giorni e giorni sbagliando solo la posizione di un blank.
La maniera migliore di utilizzare l’OS e’ mediante una perforatrice di schede. Qualcuno sostiene che l’OS/370 preveda anche un sistema time-sharing, ma, dopo attenti studi, il Vero Programmatore e’ addivenuto alla conclusione che fosse solo una diceria.
- Il Vero Programmatore e gli strumenti di programmazione.
Quali tipi di strumenti di ausilio alla programmazione per un Vero Programmatore? In teoria un Vero Programmatore potrebbe introdurre i suoi programmi attraverso il pannello frontale del computer. Al tempo in cui i computers avevano il pannello frontale, questa era infatti la modalita’ di scrittura di norma usata.
Il tipico Vero Programmatore conosceva a memoria tutto il codice esadecimale del caricatore di bootstrap e lo reinseriva fischettando, ogni volta che il bootstrap veniva distrutto dall’esecuzione di un suo programma. A quei tempi anche le memorie erano vere memorie! Il loro contenuto non si volatilizzava quando la tensione cadeva. Oggi, invece, le memorie perdono le cose che non dovrebbero perdere e conservano a lungo le cose che farebbero meglio a perdere subito!
La leggenda vuole che Seymour Cray, il progettista del supercomputer Cray I e della maggior parte dei computers della Control Data, caricasse
dal pannello frontale il primo sistema operativo del CDC 7600 quando questo fu acceso per la prima volta. Seymour, inutile dirlo, era un Vero
Programmatore.
Uno dei migliori Veri Programmatori era un sistemista della Texas Instruments. Un giorno egli ricevette una telefonata da un utente molto
lontano, il cui sistema era caduto, nel bel mezzo del backup di un importante lavoro. Tale sistemista fu in grado di riparare il guasto per
telefono, guidando l’utente nell’inserimento, dal pannello frontale, di una routine di I/O da disco, nel mettere a posto, in esadecimale, le tabelle di sistema e nel controllare il contenuto dei registri.
La morale di una tale storia e’ che, se e’ vero che la perforatrice di schede e la stampante costituiscono i normali strumenti di ausilio alla programmazione di un Vero Programmatore, e’ anche vero che questi, all’occorrenza, sa anche far uso del pannello frontale e del telefono.
In alcune societa’, il text editing non consiste piu’ nel fatto che 10 ingegneri facciano la coda per usare una perforatrice 029. Alcune aziende sono ormai addirittura sprovviste di perforatrici di schede. Il Vero Programmatore e’ costretto, in tale frangente, a far uso di un text editor.
Il sistema ospite mette a disposizione diversi text editors alternativi Vero Programmatore fa ben attenzione a sceglierne uno che rifletta il suo stile personale. Molti pensano che i migliori text editors siano quelli scritti al Centro di Ricerca della Xerox per i sistemi Alto e Dorado.
Sfortunatamente nessun Vero Programmatore usera’ mai un computer, il cui sistema operativo sia del tipo di SmallTalk, e non fara’ mai uso di un
mouse per comunicare con il computer.
Alcuni concetti dei text editors della Xerox sono stati assunti in vari altri editors di diversi altri sistemi. La cosa che ad un Vero Programmatore non garba assolutamente di tali editors e’ che essi, come le donne, basino tutto su un approccio del tipo “tutto cio’ che vedi, puoi ottenerlo”. No! Il Vero Programmatore preferisce l’approccio basato sul “prova a chiederlo e forse l’otterrai”; approccio complicato, criptico, potente, indimenticabile, pericoloso!
Il Vero Programmatore preferisce un text editor, la cui sequenza di comandi rassomigli piu’ al disturbo di una linea di trasmissione che ad un testo leggibile, con il quale si possa provare l’eccitazione di inserire come comando il proprio nome e vedere cosa avviene, con cui sbagliare a battere un comando e accorgersi che il programma fino a quel momento battuto e’ andato completamente perso o, ancora peggio, che subdoli e misteriosi errori siano stati disseminati in routines fino a quel momento corrette.
Il Vero Programmatore e’ in genere riluttante a editare un programma quasi funzionante. Egli ritiene piu’ facile e sicuro modificare direttamente il codice oggetto binario, facendo uso di un meraviglioso programma chiamato Superzap (o il suo equivalente su macchine non IBM). Questo programma lavora cosi’ bene, che molti programmi funzionanti su macchine IBM si comportano in una maniera che non ha alcuna relazione con codice originario Fortran. In molti casi, addirittura, il codice sorgente non e’ piu’ disponibile.
Quando arriva il momento di mettere le mani su tale programma, nessun manager si sognerebbe di ricorrere ad altri, che non sia un Vero Programmatore. Qualunque programmatore strutturato Mangiatore di Ciocori’ non saprebbe neppure da dove iniziare. Questa si chiama “segretezza del lavoro”.
Alcuni tipici strumenti di ausilio alla programmazione, che un Vero Programmatore non usera’ mai:
- pre-processors Fortran, prodotti dell’arte culinaria, buoni solo per i Mangiatori di Ciocori’;
- debuggers simbolici del programma sorgente; un Vero Programmatore sa leggere i dump;
- compilatori che controllino che l’indice di una variabile non ecceda i limiti dichiarati dell’arrray; essi mortificano la creativita’, rendono impossibile la maggior parte dei piu’ interessanti usi dell’Equivalence e inibiscono la modifica del codice di sistema operativo mediante l’uso di indici negativi; tali controlli sono altresi’ inefficienti.
- sistemi di manutenzione del codice sorgente; un Vero Programmatore conserva il suo codice in raccoglitori di schede, gelosamente custoditi e sempre accuratamente guardati a vista.
- Il Vero Programmatore al lavoro.
Come e’ facile immaginare, molti dei Veri Programmatori lavorano in aziende pubbliche, in applicazioni prevalentemente destinate alla Difesa.
Recentemente una nuvola minacciosa si e’ stagliata all’orizzzonte del Vero Programmatore. Sembra che alcuni altolocati Mangiatori di Ciocori’ del
Dipartimento della Difesa americano abbiano deciso che tutti i programmi debbano essere scritti in un certo mastodontico linguaggio unificato
denominato ADA.
Per un po’ si e’ avuta l’impressione che ADA fosse destinato a divenire un linguaggio per contravvenire tutti i principi di un Vero Programmatore:
un linguaggio con tipizzazione dei dati, forte strutturazione e i punti e virgola; in breve, un linguaggio definito per paralizzare la creativita’ del tipico Vero Progrrammatore.
Fortunatamente, il linguaggio adottato dal Dipartimento della Difesa presenta ora un numero sufficiente di caratteristiche, che lo rendono invece praticabile per un Vero Programmatore: esso e’ incredibilmente complesso, include metodi per fare usi “opportuni” del sistema operativo e riorganizzare la memoria; inoltre ha il pregio di non piacere a Dijkstra, l’autore, a tutti noto, di roventi articoli sulla nocivita’ del Go To, vere pietre miliari nella metodologia della programmazione, applauditi dai programmatori Pascal e dai Mangiatori di Ciocori’. E’ comunque opportuno osservare che un Vero Programmatore puo’ scrivere programmi Fortran in qualunque linguaggio.
Un Vero Programmatore puo’, contravvenendo ai suoi gusti preminenti, lavorare anche su temi un po’ piu’ banali di quelli a lui congeniali, a condizione che si possa guadagnare convenientemente. Vi sono diversi Veri Programmatorri che, per esempio, sviluppano video-games alla Atari, senza naturalmente giocarci; Un Vero Programmatore sa sempre come battere la macchina; non v’e’ ombra di dubbio in merito.
La percentuale di Veri Programmatori che lavorano alla computer graphics e’ al di sotto della norma, principalmente perche’ ancora nessuno e’ riuscito a individuare alcun significativo possibile uso della computer graphics. Ad ogni buon conto, poiche’ tutta la computer graphics e’ sviluppata in Fortran, un buon numero di Veri Programmatori si assoggetta a sviluppare procedure di grafica, pur di evitare di scrivere programmi in Cobol.
- Il Vero Programmatore quando gioca.
Generalmente il Vero Programmatore gioca con lo stesso spirito con cui lavora; a tal proposito converra’ osservare che egli sia costantementeche egli comunque farebbe per spasso (sebbene si guardi bene dall’esprimere in maniera chiara una tale sorpresa).
Di tanto in tanto il Vero Programmatore fa due passi fuori dell’ufficio, per prendere una boccata di aria fresca e bere un caffe’ o due. Per riconoscerlo fuori del suo ambiente, si osservi che:
- ad un party, il Vero Programmatore sta in un angolo e parla di sicurezza del sistema operativo e di come aggirare gli ostacoli frappostivi;
- ad una partita di calcio, il Vero Programmatore e’ li’ che confronta il gioco con la sua simulazione su stampante con un foglio 11×14;
- sulla spiaggia, il Vero Programmatore disegna flow-charts sulla sabbia;
- in discoteca, il Vero Programmatore si limita ad osservare il gioco di luci;
- al funerale di un collega, il Vero Programmatore osserva: “Poverino. La sua routine di sort era quasi funzionante appena prima dell’infarto”.
- L’habitat naturale del Vero Programmatore.
In quale tipo di ambiente lavora meglio il Vero Programmatore? Questo costituisce un quesito cruciale per il capo di un Vero Programmatore. Dato
l’alto salario che un Vero Programmatore percepisce, e’ fondamentale, infatti, creare per lui le migliori condizioni ambientali di lavoro.
Il tipico Vero Progammatore vive di fronte ad un video. L’ambiente circostante e’ costituito da:
- listings di tutti i programmi che il Vero Programmatore ha scritto nella sua vita, ammonticchiati in ordine presso a poco cronologico e sparsi
dovunque su tutte le superfici orizzontali dell’ufficio;
- una mezza dozzina di tazze semivuote di caffe’ freddo, in cui galleggiano cicche di sigarette;
- un manuale di JCL e uno di “Principles of Operations”, aperti ad una qualche pagina interessante;
- appeso alla parete, un calendario di Snoopy del 1969;
Il Vero Programmatore e’ capace di lavorare 30, 40, o anche 50 ore di seguito, quando necessita’ lo imponga. Egli adora lavorare cosi’. I tempi
di risposta cattivi del sistema non lo innervosiscono, che’ anzi gli consentono di schiacciare un pisolino tra una compilazione e l’altra.
Se non vi sono impellenti tempi di completamento di un progetto, egli tende, nelle prime 9 settimane, a lavoricchiare, occupandosi magari di
qualche aspetto marginale del problema, a suo dire interessante, terminando poi il lavoro solo nell’ultima settimana, con due o tre maratone da 50 ore.
Questa tirata finale non solo impressiona il suo capo, il quale cominciava a disperare di veder concluso in tempo il progetto, ma fornisce
altresi’ al Vero Programmatore la scusa per non scrivere la documentazione.
In generale:
- nessun Vero Programmatore lavora dalle 9 alle 5 (a meno che non si tratti di ore notturne);
- un Vero Programmatore arriva in ufficio in tempo per il pranzo;
- un Vero Programmatore puo’ ricordare o dimenticare il nome di sua moglie, ma ricordera’ sempre a memoria l’intera tabella di codifica ASCII o
EBCDIC;
- un Vero Programmatore non sa cucinare: vi sono infatti snack aperti fino a tardi ed il Vero Programmatore puo’ d’altronde sopravvivere con un
toast ed un caffe’.
- Il futuro del Vero Programmatore.
Ed il futuro? Con scarso interesse un Vero Programmatore osserva che le ultime generazioni di programmatori non hanno piu’ le capacita’ di
quelle di un tempo. Molte delle giovani leve non hanno visto mai un computerr con pannello frontale; difficilmente un programmatore uscito
recentemente dalla scuola sa far calcoli esadecimali senza il relativo calcolatore. I diplomati di oggi non hanno spina dorsale, protetti come
sono da modalita’ di programmazione che prevedono l’uso di debugger simbolici, text editors che contano le parentesi e sistemi operativi user-
friendly.
Il peggio e’ poi costituito dalla genia di docenti, che distribuiscono diplomi senza neanche insegnare il Fortran.
La scuola e’ dunque destinata a sfornare scribacchini Unix e programmatori Pascal?
Dal punto di vista di un Vero Programmatore, il futuro si preannuncia comunque radioso: OS/370 e Fortran non mostrano alcun segno di declino, a
dispetto dei programmatori Pascal di tutto il mondo.
Anche i piu’ subdoli tentativi di imbastardire il Fortran, come l’aggiunta ad esso dei costrutti della programmazione strutturata, sono
miseramente falliti. Certo! alcuni computers son venuti fuori con compilatori Fortran 77, ma ciascuno di questi prevede, con un comando
opzionale, modalita’ di conversione a Fortran 66, si’ da consentire di compilare i DO loops come si conviene.
Anche Unix si dimostra ora piu’ congeniale, ad un Vero Programmatore, di quanto lo fosse in passato: l’ultima versione di Unix, infatti, ha tutte
le caratteristiche per essere un sistema operativo consono con le capacita’ di un Vero Programmatore: due interfacce differenti e subdolamente
incompatibili, un arcano e complicato driver della teletype, una memoria virtuale.
Se si trascura il fatto che sia strutturato, anche il C puo’ essere apprezzato da un Vero Programmatore: dopo tutto non c’e’ controllo dei
tipi, i nomi delle variabili sono lunghi 6 caratteri (o 10?, o 8?) e gli impieghi delle variabili pointer sono eccitanti (e’ come avere ad un tempo
il meglio del Fortran e dell’Assembler), senza menzionare alcuni degli usi creativi offerti dalla define.
No, il futuro non e’ cosi’ nero. Anche perche’, negli anni scorsi, il meglio degli scribacchini e dei Mangiatori di Ciocori’ hanno abbandonato
impieghi prestigiosi e centri di ricerca e si sono calati nella realta’. In tutti questi giovani, uomini e donne, alberga, tutto sommato, lo spirito
della Vera Programmazione.
Finche’ ci saranno obiettivi mal definiti, errori bizzarri e schedulazioni non realistiche, ci sara’ sempre un Vero Programmatore che verra’ su e risolvera’ il Problema, riservandosi di scrivere la documentazione successivamente.
Lunga vita al Fortran!
Integrare SKype nel proprio sito
Nov 20th
Skype il comune programma di comunicazione over-Ip ci permette di renderci reperibili ovunque tramite il nostro sito; offre infatti la possibilità di integrare nelle nostre pagine un link cliccando il quale il visitatore potrà mettersi direttamente in contatto con noi!
La procedura è molto semplice e un sistema di generazione automatico del codice è disponibile a questo link: http://www.skype.com/intl/it/share/buttons/ . Diversi i tasti inseribili per forma e dimensioni, ma soprattutto è possibile sceglierne alcuni che mutano il loro contenuto indicando al visitatore se in quel momento siamo on-line o meno. Questo è un grosso vantaggio rispetto a MSN, che ho integrato nel mio sito ma a quanto mi è stato possibile campire non permette di specificare all’interno della pagina il proprio stato di disponibilità.
Data-logic rilevamento dello stato delle acque
Nov 20th
E’ finalemente operativo e giunto alla Release 1.0 il sistema di rilevamento dei livelli delle acque del lago da noi realizzato.
Sviluppato con l’esigenza di espandere ulteriormente i servizi offerti ai visitatori del sito della Nautica Lavazza, offrendo la possibilità di verificare in tempo Reale il livello delle acque, si è via via esteso, fino a diventare un sistema completo, dotato di svariate funzionalità oltre che totalmente espandibile e personalizzabile, ringraziamo gli amici che hanno contribuito alla riuscita del prodotto; in particolar modo Sergio per l’attenzione nella selezione dell’ hardware necessario.
Punto di partenza del sistema la centralina di acquisizione dati “ADAM” di Advantech, tale scheda è dotata di 8 canali analogici di acquisizione e una porta di rete in stradard RJ-45 tramite la quale è in grado di dialogare con un calcolatore. Tale scheda è stata quindi interfacciata con un sensore di profondità che fornisce valori di Amperaggio variabili a seconda della pressione letta.
Sfruttando le apposite librerie software fornite con la scheda dal produttore, abbiamo iniziato lo sviluppo del software di acquisizione dati in Visual Basic. Tale software è caratterizzato dalle seguenti funzioni:
- Lettura dei valori rilevati su ognuno degli 8 canali in ingresso; possibilità di schedulazione i tale funzione per essere ripetuta automaticamente ad intervalli prestabiliti
- Parametrizzazione dei valori letti, al fine di permettere una corretta calibrazione dei sensori collegati; memorizzazione dei valori di parametrizzazione all’interno el sistema.
- Memorizzazione dei valori letti dai sensori e dell’istante di lettura all’interno di un file
- Pubblicazione di tale file su internet tramite protocollo FTP; possibilità di schedulazione i tale funzione per essere ripetuta automaticamente ad intervalli prestabiliti
Una volta che i dati letti dalla scheda si trovano su un server internet questi possono essere acceduti ed elaborati tramite script ASP che permettono la generazione di medie, tabelle, WAP, ecc. L’utilizzo di tale tecnologia in abbinamento con Macromedia Flash ha permesso inoltre di generare grafici personalizzati sulla base dei valori acquisiti.
Tracciare percorsi su Google Maps
Nov 20th
Per tutti coloro che desiderano poter tracciare con semplicità percorsi sulle mappe messe a disposizione di Google, ecco un’interessante soluzione: http://www.quikmaps.com/ . QuickMaps, disponibile per ora in versione beta, permette di tracciare direttamente sulle cartine di Google i vostri percorsi preferiti.
Potete testarne il funzionamento senza registrarvi al sito, in tal caso potrete generare un percorso ed ottenere un link da inserire nel vostro sito per visualizzare il tutto all’interno delle vostre pagine, ma una volta che chiudete il vostro browser, i vostri percorsi non saranno più editabili. Se in caso contratio effettuerete la registrazione avrete invecela possibilità di conservare ed editare anche in seguito i percorsi che andrete ad inserire.
DI questo sistema mi ha colpito la rapidità durante l’operazione di disegno dei percorsi sia la semplicità con cui potrete inserire il tutto all’interno del vostro sito, senza scrivere una sola riga di corice!
Visualizzare nel browser l’icona del proprio sito
Nov 20th
Ecco una brevissima guida per fare in modo che gli utenti vedano l’icona da voi scelta nella barra degli indirizzi del browser, come avviene nell’immagine qui sopra. Quest’icona personalizza in modo evidente il sito e permette di ritrovare facilmente l’indirizzo quando lo si cerca fra i siti Preferiti.
Per fare questo potete utilizzare Paint di Windows, create un nuovo file della dimensione di 32×32 pixel e salvate il vostro lavoro con Salva con nome e scegliendo Bitmap a 256 colori. Il nome da dare deve essere obbligatoriamente favicon.ico. L’icona così realizzata dovrà essere copiata tramite FTP nella cartella princiaple del vostro sito.
Personalmente utilizzo Irfanview , programma gratuito per uso personale, per la realizzazione di tali lavori, in quanto offre un set di strumenti maggiori rispetto a Paint…
Le forme di interattività di un sito internet
Nov 20th
Navigando tra i vari siti in rete mi sono reso conto che il concetto di interattività non è ancora totalmente acquisito, un gran numero di siti web include infatti solamente una serie molto limitata di meccanismi interattivi. Si notano spesso siti, ance di aziende importanti, che si configurano come dei semplici cataloghi non offrendo alcun tipo di interazione con il visitatore e che colpiscono per la loro staticità.
I sistemi di interattività più largamente diffusi sono a mio modo di vedere:
- newsletter
- questionari on-line
- concorsi a premi
- possibilità di invare pagine del sito a conoscenti
- vendita on-line
- richiesta di cataloghi e materiale
Poichè ritengo sia di fondamentale importanza garantire una certa interazione con il visitatore mostrando quindi la propensione dell’azienda, proprietaria del sito, al dialogo, e ritenendo inoltre che maggiore è il numero di strumenti e di iniziative atti a favorire questo cambio di informazioni, maggiore sarà di conseguenza la propensione dell’utenta a fidelizzarsi con il sito stesso, elenco qui sotto altri metodi che aiuteranno a stabilire l’interazione desiderata:
- proposte per nuovi prodotti o affinamento di esistenti
- prenotare prove di prodotto o visite all’azienda
- inviare le proprie esperienze
- ottenere foto e dediche personalizzate dei testimonial
- interagire direttamente con testimonial, magari un una chat on-line
- iscriversi ad un Club
- dibattiti on-line e forum di discussione
- scaricare screen saver o wallpaper
- effettuare un preventivo on-line
- poter calcolare i guadagni che si otterrebbero utilizzando i prodotti del’azienda
- giochi interattivi
Automatizzare l’esecuzione di una pagina ASP
Nov 20th
Avevo il problema di dover schedulare l’esecuzione di una pagina web realizzata in tecnologia ASP che, leggendo in un database contenente delle offerte commerciali, inviasse quelle in scadenza all’amministratore del sito. Realizzare tale pagina era cosa semplice, il problema era fare in modo che il server la eseguisse giornalmente.
Per prima cosa ho cercato di far eseguire la pagina sul server tramite lo strumento “Operazioni pianificate”, purtroppo con tale strumento non sono stato in grado di far eseguire la pagina al server. Tale applicativo infatti riesce ad aprire una pagina HTML, ma per la pagina ASP non c’è stato verso.
Ho allora provato ad aprire una pagina HTML che contenesse un redirect alla pagina che mi occorreva eseguire. In questo caso tutto è andato a buon fine; “Operazioni pianificate” ha aperto nel browser predefinito la pagina HTML e il “redirect” in questa contenuto ha eseguito correttamente la pagina ASP. Il problema era ora chiudere la finestra del browser senza che venisse chiesta conferma da quest’ultimo, in modo da non lasciare finestre di Internet Explorer aperte sul server al termine dell’esecuzione della mia pagina, che si sarebbero di conseguenza accumulate.
Ho iniziato tentando con Javascript, ma la cosa non ha funzionato, in quanto con il comando “window.close” si riesce a chiudere direttamente (cioè senza che il browser chieda conferma con una pop-up) solo pagine aperte utilizzando un Javascript.
Dopo varie prove sono riuscito nell’impresa modificando la prima pagina HTML in modo che apprisse la pagina ASP all’interno della stessa finestra di Internet Explorer con un Javascript e nella pagina che richiamo dalla prima (quella ASP) ho inserito il comando Windows.close. Così facendo il browser effettua la chiusira della finestra principale senza alcuna richiesta di conferma, sembrerebbe che permetta la chiusura della pagina in quanto aperta con Javascrip sebbene il tutto avvendo al’interno della finestra principale del browser.
Ecco il codice inserito nella prima pagina HTML:
e nel tag body onload=”MM_openBrWindow(‘seconda_pagina.asp’,'_self’,”)”
e quello inserito nella seconda quella ASP:
<’SCRIPT language=”javascript”>
Ricercando in seguito ho trovato un’applicativo di Microsoft (WHS.EXE) che permette di eseguire codice in vbscript…avrebbe probabilmente fatto al caso mio ma non ho ancora provato la cosa.
Giocare e vincere con Excell
Nov 20th
E’ con piacere che vi segnaliamo “Giocare e vincere con Excell” un manuale pratico di sorprendente efficacia, che spiega come realizzare con Excel giochi veri e propri (inclusi videogiochi interattivi) o per costruire e risolvere puzzle ed enigmi (stile Sudoku e dintorni…).
Attualità, curiosità, spunti originali ed esempi pratici. Il libro permette così di impratichirsi “divertendosi” nell’utilizzo delle funzioni di questo potentissimo software.
Ecco una panoramica degli argomenti trattati:
- Breve introduzione alle nozioni di base sulle funzioni di Excel e VBA
- Giocare per vincere: Lotto – Superenalotto e analisi dati
- Giocare per imparare: Sudoku e algoritmi ricorsivi
- Giocare per divertirsi: giochi “arcade” (rassegna dei giochi tipo Pacman, Space Invaders e Tetris, tutti realizzati integralmente con Excel!)
- Come programmare un gioco arcade usando Excel
Giocare e vinvere con Excel, edito da DigitalLifeStyle
Autori: Gianclaudio Floria, Andrea Terzaghi
192 pp. – b/n
Euro 11,90
ISBN: 88-8233-529-1

